IL MANGIAROZZO 2014

Posted in: Recensioni ♦ Thursday, April 17th, 2014, %I:%M %p ♦ No Comments
IL MANGIAROZZO 2014

Il dilemma resta: si legge bottegaia nel senso di gestora di attività commerciale o botte gaia nel senso di vaso vinario incline all’allegrezza?
Sta di fatto che questo è uno dei pochi indirizzi frequentabili nel centro di Pistoia dove lo spaccio di calorie è direttamente proporzionale alla bellezza implicita della città che solo per il Duomo vale il viaggio. Nelle campagne ci sono buoni indirizzi, ma nel cuore medioeval-rinascimentale pistoiese trovare una tavola degna di questo nome è complicato assai nonostante via del Lastrone seguendo l’antica vocazione di mercatale annonario di piazza della Sala che ancora è dedicata al quotidiano smercio delle derrate e si bea di architetture fantastiche tra cui le botteghe che conservano ancora banconi in pietra su cui s’esponevano pesci, caci e ogni bendiddio pulluli di insegne foodies..
La BotteGaia fa eccezione non fosse perché filiazione del negozio cornucopia di delizie alimentari che si apre nella via di fianco: quella di Stracceria . BotteGaia Osteria si presenta benissimo. E’ locale gentile con i tavolinetti ben allineati nella sala dominata dalle scansie per il vino. I colori sono sul pastello dall’ocra al giallo tenue all’avorio d’estate si mangia anche sul vicolo dove vengono apparecchiati altri tavolini con le poltroncine in battuto. La proposta di cucina è di territorio, varia con le stagioni ed è sfiziosa. Potete principiare col bel tagliere di caci e roba norcina (il pane è buono) e poi proseguire con le fettuccine con zucchine e scampi o al sugo, la tagliata. Ci sono cose insolite come l’aringa marinata o cose consolidatissime come il lampredotto con la salsa verde o il baccalà con i ceci. Il nuovo cuciniere, Alessio Lodovisi si prova anche con piatti come il bollito non bollito alla Bottura e lavora molto sulle basse temperature e le cotture lunghe (ad esempio il cinghiale) per esaltare l’ingrediente. Sta a voi la scelta – e del resto questa è la formula felice progettata da Alessandro (Olmi) e Carlo (Malentacchi) quando aprirono: mettere la gente a proprio agio e la cosa dura ormai da tre lustri – se mangiare veloce o farvi una sana esperienza gastronomica. Molto ampia la carta dei vini (c’è anche molto Champagne) che ovviamente si fonda sul buono di Toscana con un’ampia scelta di vini al bicchiere. I dolci sono invitanti.

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