Ecco alcune delle riviste che ci hanno recensito

Sezione in Aggiornamento

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Presto online le nuove recensioni…

IL MANGIAROZZO 2014

IL MANGIAROZZO 2014

Il dilemma resta: si legge bottegaia nel senso di gestora di attività commerciale o botte gaia nel senso di vaso vinario incline all’allegrezza?
Sta di fatto che questo è uno dei pochi indirizzi frequentabili nel centro di Pistoia dove lo spaccio di calorie è direttamente proporzionale alla bellezza implicita della città che solo per il Duomo vale il viaggio. Nelle campagne ci sono buoni indirizzi, ma nel cuore medioeval-rinascimentale pistoiese trovare una tavola degna di questo nome è complicato assai nonostante via del Lastrone seguendo l’antica vocazione di mercatale annonario di piazza della Sala che ancora è dedicata al quotidiano smercio delle derrate e si bea di architetture fantastiche tra cui le botteghe che conservano ancora banconi in pietra su cui s’esponevano pesci, caci e ogni bendiddio pulluli di insegne foodies..
La BotteGaia fa eccezione non fosse perché filiazione del negozio cornucopia di delizie alimentari che si apre nella via di fianco: quella di Stracceria . BotteGaia Osteria si presenta benissimo. E’ locale gentile con i tavolinetti ben allineati nella sala dominata dalle scansie per il vino. I colori sono sul pastello dall’ocra al giallo tenue all’avorio d’estate si mangia anche sul vicolo dove vengono apparecchiati altri tavolini con le poltroncine in battuto. La proposta di cucina è di territorio, varia con le stagioni ed è sfiziosa. Potete principiare col bel tagliere di caci e roba norcina (il pane è buono) e poi proseguire con le fettuccine con zucchine e scampi o al sugo, la tagliata. Ci sono cose insolite come l’aringa marinata o cose consolidatissime come il lampredotto con la salsa verde o il baccalà con i ceci. Il nuovo cuciniere, Alessio Lodovisi si prova anche con piatti come il bollito non bollito alla Bottura e lavora molto sulle basse temperature e le cotture lunghe (ad esempio il cinghiale) per esaltare l’ingrediente. Sta a voi la scelta – e del resto questa è la formula felice progettata da Alessandro (Olmi) e Carlo (Malentacchi) quando aprirono: mettere la gente a proprio agio e la cosa dura ormai da tre lustri – se mangiare veloce o farvi una sana esperienza gastronomica. Molto ampia la carta dei vini (c’è anche molto Champagne) che ovviamente si fonda sul buono di Toscana con un’ampia scelta di vini al bicchiere. I dolci sono invitanti.

Osterie d’Italia – Guida Slow Food 2014

Osterie d’Italia – Guida Slow Food 2014

Nei pressi della più bella piazza cittadina, Carlo e Alessandro nel corso degli anni hanno messo insieme tre ambienti: osteria, vineria, bottega di prodotti e gastronomia.
L’osteria ha pochi coperti (conviene prenotare) in locali arredati con gusto; nella bella stagione ci si può sedere fuori, con vista sui monumenti della piazza. La carta varia ogni quindici giorni, ispirandosi ai prodotti stagionali e locali e ai piatti della tradizione pistoiese. Tra gli antipasti, ottimo il tortino croccante di cardi su fonduta di gorgonzola cremoso (8Euro), ma non sfigurano la terrina di maiale con composta di cipolle e gli involtini di melanzane con ricotta del Melo, pomodoro e basilico. Passando ai primi, imperdibili i maccheroni pistoiesi di pasta fresca sull’anatra, piatto tradizionale della trebbiatura; in alternativa, crespelle alla fiorentina di ricotta e spinaci (9Euro), taglierini con cavolo nero, pancetta e ricotta stagionata in inverno e panzanella in estate. Ampia scelta di secondi: trippa alla fiorentina, la classica bistecca, il coniglio in porchetta (12Euro), piatti di cacciagione (lepre, cinghiale) o di pesce povero. Bella carta dei dessert e ottima selezione di formaggi artigianali, serviti con composte di frutta, mostarde, miele. La carta dei vini è ricchissima, con prezzi abbordabili, ogni settimana cinque bianchi e altrettanti rossi sono offerti anche al bicchiere. In alternativa, birre artigianali.

 

“Carlo e Alessandro hanno costruito un percorso enogastronomico all’insegna della tradizione e della qualità delle materie prime. Il tutto è curato con competenza e passione”.

BIBENDA 2014

BIBENDA 2014

Centrale, con un gradevole spazio all’aperto, è un locale carino e ben gestito dove a prezzi accessibilissimi, si possono mangiare piatti appetitosi secondo la stagione e l’estro del giovane chef.

Cantina di spessore, con opportunità di bere a calice.

Osterie d’Italia – Guida Slow Food 2013

Osterie d’Italia – Guida Slow Food 2013

Un’osteria nel cuore della città, non solo per la posizione centralissima (il dehors è a ridosso del battistero) ma anche per l’offerta della vineria, dallo stile moderno e di tendenza, e della ben fornita gastronomia, che dimostrano l’intraprendenza dei titolari, Alessandro e Carlo. Caratteristica del locale è una sobria ed elegante vivacità.
Il menù ha un’alta rotazione stagionale e la cucina della tradizione toscana si avvale di digressioni creative ispirate ad altri territori (Piemonte, Liguria, Campania). Raffinati gli ambienti, lostile dell’apparecchiatura e il servizio. Merita l’assaggio il tonno di coniglio con giardiniera di produzione propria, servito come antipasto (9euro). Delicate le paste in versione bianca, come le pappardelle con ragù di cinta senese e finocchio selvatico (8euro) e i maccheroni freschi al ragù di anatra. Ma è nei secondi che meglio si manifesta l’equilibrio tra sapori antichi e tecniche moderne: baccalà bianco al forno con ceci piccini del Chianti all’extravergine (12euro), guancia di vitellone cotta a bassa temperatura con il suo fondo e spuma di patate bianche di Momigno (12euro). Ottimi i formaggi e tra i dessert, da non perdere la torta di mele con crema inglese alla cannella (5euro) e – senza farsi ingannare dal nome perché non si tratta di biscotti secchi – i tozzetti di torta al cioccolato fondente 73%. Grande ricerca nella carta dei vini (regionali, nazioanlei ed esteri), fai ricarichi davvero onesti.

“Materie prime di alta qualità, offerte in un’atmosfera di grande calore. La cucina, l’accoglienza e l’ambiente suggestivo rendono molto piacevole la sosta.”